Cerco parole belle e le metto da parte, quasi a volerle collezionare per i momenti di magra, per l’inverno gelido e gli alberi vuoti. Per i silenzi interiori, quelli nebbiosi.
Ho tasche stracolme e bucate, qualcuna la perdo per strada, ma non me ne accorgo.
Non le ricordo tutte. Le metto lì a far polvere, a volte. Poi ogni tanto ritornano e brillano, altre volte no.
Alcune le ficco in borsa sottolineate male, con la matita che le ha coperte a metà, goffa e disordinata.
Altre le appunto sulla mano, tra le linee, gli anelli e la pelle.
Altre ancora le ho perdute per sempre e ne ho dimenticato persino il suono.

 

Proteggo
Ovunque
Comunque
Abbraccio
Rimbomba
Zia
Futuro
Fatica
Ferita
Fisiologico
Oggi
Qui
Ora
Noi

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