Parole scelte

Ho bisogno delle parole, per vivere.
Di inventarne, di cercarne, di leggerne.
Di scegliere quella perfetta per quel momento o per quella persona.
Di ascoltarne di stupefacenti, di emozionanti, di nuove.
Ho bisogno di riceverne in regalo, ogni tanto.

Come quelle lettere che apri con fatica per via delle mani tremolanti di attesa e fibrillazione. Con la data in cima e la lettera maiuscola al margine del foglio. Tutto diventa una scoperta palpitante, un bisogno viscerale di arrivare alla parola successiva, alla virgola, al punto, alla fine della riga, all’inizio della frase dopo, alle parole di chiusura – Ti voglio bene/Grazie/Addio/Scusa/Ti amo.
Mi entusiasma e lusinga il pensiero che dietro a quel foglio ci sia un lavoro di scelta accurata delle parole da usare e da indirizzare proprio a me. Vedo la mano che impugna la penna, la ricerca dei contenuti e della loro forma, il tavolo, la luce, il silenzio.

C’è poi quel cassetto di legno chiaro, in cui regna uno strano ordine-disordine che assomiglia al tempo che passa: lineare quanto caotico, inesorabile quanto imprevedibile. Lì dentro finiscono le lettere di anni, di persone, di momenti. C’è quella scritta sui fogli di quaderno, quella spiegazzata, quella con l’inchiostro colante di una pioggia improvvisa. Persone che si aprono, confessano, dispiacciono. Rapporti che nascono, che crescono, che si trasformano, che si perdono.

Amo metterne di nuove: aprire il cassetto di legno chiaro e posare in cima l’ultima lettera ricevuta, per custodirla con amore e rileggerla all’infinito. Amo pensare al tesoro grande che è nascosto lì dentro, alla vita che racchiude.

Le parole regalate sono il dono che preferisco, quello che mi permette di non perdere mai chi non è più con me, di capire con più lucidità chi mi ha camminato vicino per un po’ e chi ancora mi resta affianco.

Scrivo per chi amo con la stessa speranza: di non venire mai dimenticata, anche se poi ci si perde, anche se poi si cambia.
Le parole non si perdono, le parole non cambiano.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti.
Di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori, detti pensieri,
di rose, dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che faccian danzar le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia le pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

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