Tornando all’aria

Quattro mesi. Incredibile come la vita possa passeggiare annoiata per intere stagioni, o anni, per poi iniziare a correre improvvisamente. Da luglio ad oggi è successo esattamente questo, in me.

Immersa in acque limpide e meravigliose fino a qualche giorno fa, ora sono tornata a galla e mi rendo conto di quanto sia difficile tornare a respirare normalmente. Il problema è il tempo. Manca e continua a mancare più vado avanti, devo fare tutto di fretta e non ho modo di fermarmi e capire cosa sto facendo, costa sto perdendo, cosa sta cambiando fuori e dentro di me.

Mi trovo incredibilmente indietro nello studio – tanto da temere di non riuscire a dare nemmeno un esame in maniera decente. Sento la fatica dell’anno mai finito e il bisogno di una vacanza di silenzi e paesaggi, natura e realtà.
Vedo i miei genitori adattarsi alla mia crescita, crescere loro stessi, con difficoltà ma profondo amore e rispetto.
Non mi sento all’altezza di nulla, come sempre nella mia vita. Non sono in grado di affrontare le persone e di avere la sicurezza di comportarmi nel modo giusto. (La cosa peggiore è che continuo a convincermi, nonostante tutto, che ci sia un modo giusto, che esista davvero). Tanto brava a parlare agli altri, quanto incapace di seguire io stessa i miei consigli.

Tendo a perdermi negli altri e nei sentimenti, sta succedendo di nuovo e non so quanto sia giusto – anche se non cambierei una virgola di quello che ho fatto fino ad oggi.
“L’importante è che ciò che sta accadendo fuori corrisponda a ciò che sta accadendo dentro”. Sì, è così. Ogni gesto fatto, ogni parola detta. Ogni decisione presa, ogni scelta fatta.
Vorrei solo rallentare un secondo tutto e capire dove sono, per poi riprendere un pochino più sicura. Il timore è che nemmeno in quel caso riuscirei ad essere serena davvero, che il tempo non basterebbe mai, che sarebbe solo un modo per fuggire. Certe cose vanno fatte con balzi in avanti – non si può sempre vedere ogni angolo di panorama, non si può e basta.

Amo con tutta me stessa.
L’amore che prende tutto e lo rende semplicemente in sua funzione, per adattamento, per necessità, per sopravvivenza. L’amore che, inevitabilmente e amaramente, spaventa. Per la perdita di controllo totale su ogni minuto che verrà, per l’espormi in tutte le mie fragilità, per la sensazione che tutto ciò che ho conquistato fino ad oggi ora sia nelle mani della persona che amo. Può difendermi, come distruggermi; proteggermi, come annientarmi.

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2 pensieri su “Tornando all’aria

  1. vivi senza chiederti perché. non c’è un perché che possa spiegare la vita così come non ne esiste uno che possa spiegare la morte. ci si può adoperare per affrontare le nostre sensazioni. hai l’impressione di andare veloce? rallenta. hai l’impressione di tenerti tutto dentro? parlane, apriti. questo si può fare. io sono qui :)

    • Vivere senza pormi tutte queste domande sarebbe bello. In realtà ci sono riuscita fino a pochissimi giorni fa ed effettivamente vivevo più leggera e serena.
      “Serena” non è mai stato un aggettivo adatto a me, oscillo tra felicità a disperazione (“la vocazione al trionfo e al pianto” la chiama De André) con una tendenza al melodramma a volte davvero insopportabile (me lo dico da sola), soprattutto per me stessa – con gli altri mi contengo e controllo sempre tantissimo.
      Questi “punti della situazione” che esplodono sul blog mi servono per scaricare un po’ (come un dare forma per smettere di avere paura dell’impercettibile) e spesso tendo anche a digressioni esistenziali esagerate (che però fanno bene, appena si riesce a rileggerle con il giusto distacco).
      Grazie per i consigli, sto cercando di rallentare, in questi giorni. Sull’aprirmi ho qualche difficoltà, un po’ con tutti (una volta non ero così, è questo che mi dispiace enormemente). Ma sto provando anche a fare quello (il blog è un tentativo – perché in fondo lo leggete a fondo e con attenzione in pochissimi e siete i pochissimi con cui vorrei riuscire a parlare di più).
      Grazie per la tua presenza, sei dolcissima e la sfrutterò :)

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